{"id":4119,"date":"2022-07-18T10:12:57","date_gmt":"2022-07-18T08:12:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.zooabruzzo.it\/zooabruzzo\/?p=4119"},"modified":"2022-07-18T10:12:57","modified_gmt":"2022-07-18T08:12:57","slug":"testuggine-graeca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.zooabruzzo.it\/zooabruzzo\/testuggine-graeca\/","title":{"rendered":"Testuggine graeca"},"content":{"rendered":"<p>La <b>testuggine greca<\/b> o <b>tartaruga moresca<\/b> (<i><b>Testudo graeca<\/b><\/i> Linnaeus, 1758) \u00e8 un rettile appartenente all&#8217;ordine delle testuggini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span id=\"Morfologia\" class=\"mw-headline\">Morfologia<br \/>\n<\/span><\/strong>Facilmente confondibile con l&#8217;assai simile <i>T. hermanni<\/i>, la <i>T. graeca<\/i> \u00e8 riconoscibile per la presenza di tubercoli cornei ai lati delle cosce, generalmente assenti nelle altre Testudo. Inoltre all&#8217;apice della coda essa \u00e8 priva, o \u00e8 presente solo in qualche raro esemplare, dell&#8217;astuccio corneo che caratterizza la <i>T. hermanni<\/i> . Altro elemento che la differenzia \u00e8 un unico scuto sopracaudale (doppio nella <i>T. hermanni<\/i>), anche se sono documentati numerosi esemplari con la scaglia bipartita. Tra le varie sottospecie, ma anche tra gli esemplari appartenenti a una stessa sottospecie, si riscontra un&#8217;ampia gamma di variazione delle dimensioni e della livrea del carapace che rendono spesso difficile un&#8217;identificazione certa della sottospecie. Nella <i>T. graeca ibera<\/i>, la sottospecie pi\u00f9 diffusa in Italia, le dimensioni medie degli adulti sono di: 25\u00a0cm nelle femmine e di 16\u00a0cm nei maschi; anche se in Europa orientale sono stati osservati esemplari di 35\u00a0cm di lunghezza, dal peso di 5\u00a0kg (Beshkov 1997). \u00c8 documentata in Italia una femmina, di circa 20 anni e allevata in cattivit\u00e0, dal peso di 6\u00a0kg <span class=\"chiarimento\" title=\"A volte pu\u00f2 capitare che un link presente su Wikipedia non sia pi\u00f9 raggiungibile. Se possibile ritrova il link e inserisci il collegamento corretto, comunque non rimuovere il collegamento e inserisci il template {{Collegamento interrotto}}\">[http:\/\/www.tartaclubitalia.it\/forum\/topic.asp?TOPIC_ID=11314<sup class=\"noprint chiarimento-apice\" title=\"A volte pu\u00f2 capitare che un link presente su Wikipedia non sia pi\u00f9 raggiungibile. Se possibile ritrova il link e inserisci il collegamento corretto, comunque non rimuovere il collegamento e inserisci il template {{Collegamento interrotto}}\">[<i>collegamento interrotto<\/i>]<\/sup>]<\/span><sup class=\"noprint chiarimento-apice\" title=\"A volte pu\u00f2 capitare che un link presente su Wikipedia non sia pi\u00f9 raggiungibile. Se possibile ritrova il link e inserisci il collegamento corretto, comunque non rimuovere il collegamento e inserisci il template {{Collegamento interrotto}}\">[<i>collegamento interrotto<\/i>]<\/sup>. Mediamente nella <i>T. graeca nabeulensis<\/i> della Sardegna, le femmine raggiungono i 18\u00a0cm e i maschi i 15\u00a0cm.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span id=\"Attivit\u00e0\" class=\"mw-headline\"><strong>Attivit\u00e0<\/strong><br \/>\n<\/span>Le tartarughe greche sono animali ectotermi e nelle prime ore della giornata si crogiolano al sole per innalzare la temperatura corporea ed attivare le funzioni metaboliche. L&#8217;esposizione al sole permette di assumere i raggi UVB atti alla sintesi della vitamina D. Raggiunta la temperatura corporea necessaria per l&#8217;attivazione degli enzimi atti alla digestione le tartarughe si dedicano alla ricerca del cibo. Con temperature atmosferiche superiori ai 27\u00a0\u00b0C diventano apatiche e cercano refrigerio scavando piccole buche al riparo della vegetazione bassa o riparandosi in piccoli anfratti. Con la discesa delle temperature si ha la ripresa dell&#8217;attivit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span id=\"Letargo\" class=\"mw-headline\"><strong>Letargo<\/strong><br \/>\n<\/span>Ogni sottospecie di Testudo graeca ha modalit\u00e0 di letargo differenziate e in alcuni casi vanno in estivazione nella stagione calda. Le sottospecie acclimatate alle nostre latitudini in autunno, al calare delle temperature smettono di alimentarsi, anche per pi\u00f9 di 20 giorni, per poter svuotare completamente l&#8217;intestino da residui di cibo. Diventano sempre pi\u00f9 apatiche e, verso novembre o dicembre a seconda della latitudine, iniziano ad interrarsi o a ripararsi in luoghi protetti e cadono in letargo. In natura gli esemplari si interrano anche di 10-20 centimetri.<\/p>\n<p>La temperatura ideale di letargo, calcolata nel luogo di interramento \u00e8 di 5\u00a0\u00b0C, superiori ai 10\u00a0\u00b0C le inducono in uno stato di dormiveglia pericoloso per l&#8217;esaurimento delle scorte di grasso necessarie a superare l&#8217;inverno. Il letargo \u00e8 una fase metabolica assolutamente necessaria per questa specie, va impedito solo in caso di malattia o debilitazione.<\/p>\n<p>La principale causa di morte, nel caso di esemplari tenuti a svernare all&#8217;interno di abitazioni da allevatori improvvisati \u00e8 proprio la temperatura, che si presenta troppo alta per consentire il letargo e troppo bassa per consentire di continuare ad alimentarsi.<\/p>\n<p>In queste situazioni se si vorr\u00e0 tenerlo attivo, l&#8217;esemplare andr\u00e0 collocato in un terrario riscaldato con un punto caldo sui 28\u00a0\u00b0C ed un punto fresco e ombreggiato sui 18\u00a0\u00b0C, con un substrato di 5\u00a0cm circa composto da un 40% di torba bionda di sfagno, un 40% di terriccio naturale privo di concimi e fitofarmaci ed un 20% di sabbia di fiume. Essenziale \u00e8 una lampada UVB specifica per rettili necessaria per la sintesi della vitamina D occorrente per fissare il calcio. Se si opta per un letargo controllato la testuggine andr\u00e0 posta in un contenitore protetto dai roditori con una rete metallica, ricolmo del medesimo substrato del terrario. Il contenitore andr\u00e0 collocato in un locale buio con temperature tra i 4\u00a0\u00b0C e gli 8\u00a0\u00b0C e una sufficiente umidit\u00e0 ambientale, 70%UR. Il risveglio avviene generalmente nel mese di marzo ed \u00e8 legato al rialzarsi delle temperature diurne.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span id=\"Accoppiamento\"><\/span><strong><span id=\"Accoppiamento\" class=\"mw-headline\">Accoppiamento<br \/>\n<\/span><\/strong>Con il risveglio inizia il corteggiamento da parte del maschio con un rituale che prevede inseguimenti, morsi e colpi di carapace alla femmina. Il maschio di <i>T. graeca<\/i> \u00e8 molto aggressivo e se ne consiglia la separazione dalla femmina e dagli altri maschi al di fuori dell&#8217;accoppiamento. Il maschio monta sul dorso della femmina per la copula che avviene con l&#8217;estroflessione del pene contenuto nella grossa coda e in questa occasione emette l&#8217;unico verso udibile di questi rettili per il resto muti. La femmina pu\u00f2 arrivare fino a 4 anni di anfigonia ritardata, conservando lo sperma in un apposito organo, la spermateca, all&#8217;interno dell&#8217;ovidutto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span id=\"Riproduzione\" class=\"mw-headline\">Riproduzione<br \/>\n<\/span><\/strong>Animali longevi, si hanno notizie di esemplari centenari, raggiungono la maturit\u00e0 sessuale intorno ai 10 anni. Le <i>Testudo<\/i> sono ovipare, le deposizioni avvengono in buche scavate dalla femmina nel terreno con le zampe posteriori. Le femmine di <i>T.graeca<\/i> depongono anche in tre volte, da maggio a luglio, un numero variabile di uova, generalmente in proporzione alla taglia dell&#8217;esemplare e alla specifica sottospecie. Il tempo di incubazione, 2 o 3 mesi circa, e il sesso sono in relazione con la temperatura. Con temperatura di incubazione inferiore ai 30,5\u00a0\u00b0C si avr\u00e0 una preponderanza di esemplari maschi, con temperatura superiore ai 30,5\u00a0\u00b0C in maggioranza femmine. Giunto il momento della schiusa, spesso agevolata da una giornata di pioggia, il tartarughino per rompere il guscio si avvale del cosiddetto &#8220;dente dell&#8217;uovo&#8221;, un tubercolo corneo posto tra le narici e la mascella superiore destinato a sparire in pochi giorni. La fuoriuscita dall&#8217;uovo dura anche 48 ore e in questo arco di tempo viene assorbito totalmente il sacco vitellino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span id=\"Alimentazione\" class=\"mw-headline\">Alimentazione<br \/>\n<\/span><\/strong>Sono rettili prettamente erbivori. Gli esemplari selvatici vivono in un habitat caratterizzato da lunghi periodi di aridit\u00e0 che li costringe a nutrirsi di erbe secche, in queste condizioni integrano la loro dieta mangiando artropodi o chiocciole, queste ultime utili per l&#8217;apporto di calcio del guscio. Saltuariamente non disdegnano escrementi o piccole carogne. Gli esemplari allevati in cattivit\u00e0 sono generalmente sovralimentati e non vanno assolutamente nutriti con: carne, latte, formaggi, alimenti per cani e gatti, uova, pane, agrumi, kiwi, lattuga (anche se come alimentazione gradiscono anche dei fegati di mammiferi cotti).<\/p>\n<p>Il tarassaco, la cicoria e il radicchio rosso sono alcune delle verdure adatte alla loro alimentazione per l&#8217;alto rapporto di calcio rispetto al fosforo e per le fibre in esse contenute. Alti apporti proteici e di fosforo con bassi valori di calcio portano a deformazioni permanenti del carapace e danni agli organi interni.<\/p>\n<p>Evidente segno di una cattiva alimentazione \u00e8 un carapace con gli scuti appuntiti e scanalati nelle suture, la cosiddetta piramidalizzazione, al contrario un carapace in forma di una levigata semicalotta ovale \u00e8 segno di una corretta alimentazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span id=\"Habitat\" class=\"mw-headline\">Habitat<br \/>\n<\/span><\/strong><span id=\"Habitat\" class=\"mw-headline\">Gli <\/span><span id=\"Habitat\" class=\"mw-headline\">habitat della tartaruga greca variano molto a seconda della sottospecie ma in generale sono tipicamente mediterranei, compresi nella zona fitoclimatica del <i>Lauretum<\/i> e caratterizzati da inverni miti con precipitazioni moderate ed estati secche con temperature elevate. Questa specie trova rifugio e nutrimento nella vegetazione bassa cespugliosa della gariga, fra gli arbusti della macchia mediterranea e nel sottobosco fino a quota collinare temperata. In Italia gli habitat in cui sono ancora possibili dei ritrovamenti e sono presenti dei gruppi vitali sono le dune sabbiose costiere, ricche di vegetazione, le pinete costiere di pini mediterranei con sottobosco di arbusti mediterranei, le leccete e le sugherete<\/span><span id=\"Habitat\" class=\"mw-headline\">. Occasionalmente sono stati osservati esemplari in aree destinate all&#8217;uso agricolo quali gli oliveti, gli agrumeti, i mandorleti ed i vigneti. <\/span><strong><span id=\"Habitat\" class=\"mw-headline\"><br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La testuggine greca o tartaruga moresca (Testudo graeca Linnaeus, 1758) \u00e8 un rettile appartenente all&#8217;ordine delle testuggini. &nbsp; Morfologia Facilmente confondibile con l&#8217;assai simile T. hermanni, la T.&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4120,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[61,64],"tags":[65,67,68,143,145,29],"class_list":["post-4119","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-animali-selvatici","category-rettili","tag-animali","tag-animali-selvatici","tag-selvatici","tag-testuggine","tag-testuggine-graeca","tag-zoo"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Testuggine graeca - Zoo d\u2019Abruzzo<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"La testuggine greca o tartaruga moresca (Testudo graeca Linnaeus, 1758) \u00e8 un rettile appartenente all&#039;ordine delle testuggini. &nbsp; 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